Sospensione degli adempimenti e ristori per i Professionisti


Tra le misure di contenimento del contagio da COVID, si evidenziano di seguito i prossimi interventi del Governo e le richieste sollevate dai Professionisti per la loro tutela (MEF – Comunicato 25 novembre 2020, n. 267, CNDCEC – Nota 25 novembre 2020, n. 148, ANC – Comunicato 25 novembre 2020 e Agenzia delle Entrate – Nota 23 novembre 2020, n. 360117).

Il Ministro dell’Economia e delle Finanze, con il comunicato del 25 novembre 2020, n. 267, rende noto che gli interventi messi in atto a sostenere chi è stato maggiormente colpito dalle nuove misure di contenimento sanitario (tre decreti cosiddetti “ristori”), che in parte hanno replicato il meccanismo del “fondo perduto” e hanno prorogato le scadenze fiscali e contributive per i settori interessati dalle misure restrittive, devono essere ulteriormente rafforzati.
Inoltre, c’è l’intenzione di incrementare il sostegno a lavoratori autonomi, commercianti, artigiani, professionisti.
Per questo si ritiene percorribile, entro un quadro di sostenibilità economica, un ampliamento della moratoria fiscale, con il rinvio delle scadenze di fine anno che vada oltre i settori dei codici Ateco direttamente interessati dalle misure restrittive, e lo estenda a tutte le attività economiche che hanno subito cali rilevanti del fatturato.
Inoltre, c’è l’intenzione di mettere a punto un meccanismo organico di natura perequativa per i ristori che vada oltre le limitazioni per aree di rischio pandemico e quelle derivanti dai codici Ateco e si basi sul rimborso di parte dei costi fissi.
In questo quadro si evidenzia la necessità di ristorare, sulla base dei dati del 2020, anche i liberi professionisti iscritti agli enti di diritto privato di previdenza obbligatori o alla Gestione separata”.

In merito alle scadenze fiscali e contributive, il Presidente dell’Istituto Nazionale Tributaristi (INT), il 2 novembre scorso aveva inviato una lettera al Ministro dell’Economia e delle Finanze, al Sottosegretario di Stato e al Direttore dell’Agenzia delle Entrate, evidenziando la necessità di prevede la sospensione delle scadenze fiscali e contributive per i contribuenti assistiti da un professionista intermediario fiscale il cui studio fosse posto in quarantena.
In merito, l’Agenzia delle Entrate, Divisione Contribuenti Settore coordinamento e programmazione Ufficio adempimenti e sanzioni, che evidentemente non poteva che rimarcare l’attuale situazione normativa, ha dato un parere negativo circa la possibilità di invocare cause di forza maggiore e allo stato attuale la responsabilità ricade sempre sul contribuente anche quando abbia delegato un intermediario per ottemperare ai propri adempimenti fiscali.
In base a ciò, il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, con la nota del 25 novembre 2020, n. 148, e l’Associazione Nazionale dei Commercialisti, con il comunicato del 25 novembre 2020, evidenziano l’esigenza urgente di tutelare in modo sistematico, quanto meno nel periodo di pandemia, lo svolgimento delle attività professionali, anche nell’interesse dei destinatari di tali attività, evitando al contrario una considerazione caso per caso di ogni situazione, con la conseguente totale incertezza e disomogeneità di trattamento dei professionisti sul territorio nazionale e la nascita di inevitabili contenziosi.
I commercialisti spingono dunque per fornire nell’immediato tutele ai professionisti nell’emergenza pandemica, ma ricordano anche che in un’audizione parlamentare dello scorso 6 novembre la categoria aveva già chiesto “una proposta seria e di riforma strutturale volta a valorizzare, ai fini dell’ottenimento di differimenti automatici dei termini in scadenza per la presentazione delle dichiarazioni fiscali, il diritto dei professionisti a sospendere l’attività lavorativa per situazioni di grave malattia, senza che da ciò possa discendere danno per i contribuenti che assistono, né per i professionisti medesimi, in termini di perdita della clientela per temporanea impossibilità di provvedere agli adempimenti di trasmissione telematica delle dichiarazioni fiscali”. I commercialisti sottolineano quindi come “sia prioritario sostenere nell’immediato l’emendamento Conzatti-Comincini e, per una soluzione a regime del problema, il Disegno di legge sulla malattia e infortunio del professionista, primo firmatario il Senatore Andrea de Bertoldi”.
Al Governo e al Parlamento i Commercialisti rivolgono dunque l’appello a fare in modo che il ddl sulla malattia e infortunio del professionista diventi presto legge, e comunque nell’attesa chiediamo che, in conseguenza della pandemia e dei suoi effetti, sia disposta con urgenza la sospensione degli adempimenti fiscali e tributari.