Approvata l’Ipotesi di accordo per il rinnovo del CCNL Metalmeccanici



Approvata, dopo due mesi dall’avvio della consultazione certificata dei lavoratori e delle lavoratrici, l’Ipotesi di accordo per il rinnovo del Ccnl  per i lavoratori dell’industria metalmeccanica


L’accordo, che decorre dall’1/1/2021 al 30/6/2024, prevede un aumento medio di 112 euro in busta paga per un quinto livello, 100 per il terzo. Il contratto avrà vigenza a partire da gennaio 2021, fino al giugno 2024, con trance erogate nella seguente modalità: 2021 25 euro, giugno 2022 25 euro, giugno 2023 27 euro, giugno 2024 35 euro.
Ai 112 euro di aumento si sommano i 12 euro di IPCA sui minimi da giugno 2020 per effetto dell’ultrattività dovuta alla struttura del CCNL precedente.
Confermati inoltre 200 euro l’anno di flexible benefit; l’innalzamento per Cometa (il Fondo di previdenza integrativa) al 2,2% dal 2022 per under 35.
Rilevate appare la riforma dell’inquadramento professionale che rimette ordine e attualizza il sistema di classificazione, modernizzando e aggiornando i sistemi di valutazione della professionalità dei lavoratori.
E’ stato fatto inoltre, un importante lavoro di rafforzamento di tutta la prima parte del contratto sulle relazioni industriali; diritti d’informazione confronto e partecipazione; della formazione; in particolare del diritto soggettivo, introdotta la clausola sociale sugli appalti pubblici; e poi molto significativo e importante, il testo sulla violenza di genere, e smart working.


TABELLA DI COMPARAZIONE


























































ATTUALI CATEGORIE

MINIMI al 31/5/2020

CAMPI PROFESSIONALI

LIVELLI

MINIMI al 17/6/2021

1 1.330,54 Eliminazione 1° categoria
2 1.468,71 D

RUOLI OPERATIVI

D1 1.488,89
3 1.628,69 D2 1.651,07
3S 1.663,88 C

RUOLI TECNICO SPECIFICI

C1 1.686,74
4 1.699,07 C2 1.722,41
5 1.819,64 C3 1.844,64
5S 1.950,39 B

RUOLI SPECIALISTICI E GESTIONALI

B1 1.977,19
6 2.092,45 B2 2.121,20
7 2.336,02 B3 2.368,12
8 2.392,00 A

RUOLI DI GESTIONE DEL CAMBIAMENTO E INNOVAZIONE

A1 2.424,86


INCREMENTO DEI MINIMI PER LIVELLO/ INCREMENTI COMPLESSIVI PER LIVELLO


































































Livello

1° tranche dal 1° giugno 2021

2° tranche dal 1° giugno 2022

3° tranche dal 1° giugno 2023

4° tranche dal 1° giugno 2024

TOTALE

DI 20,18 20,18 21,79 28,25 90,40
D2 22,38 22,38 24,17 31,33 100,26
CI 22,86 22,86 24,69 32,01 102,42
C2 23,34 23,34 25,21 32,68 104,57
C3 25,00 25,00 27,00 35,00 112,00
B1 26,80 26,80 28,94 37,52 120,06
B2 28,75 28,75 31,05 40,25 128,80
B3 32,10 32,10 34,66 44,93 143,79
Al 32,86 32,86 35,49 46,01 147,22


Pertanto i minimi tabellari assumeranno i valori qui di seguito indicati:
















































Livello

Dal 1° giugno 2021

Dal 1° giugno 2022

Dal 1° giugno 2023

DI 1.509.07 1.503,86 1.559,11
D2 1.673,45 1.697,62 1.728,95
C1 1.709,60 1.734,29 1.766,30
C2 1.745,75 1.770,96 1.803,64
C3 1.869,64 1.896,64 1.931,64
B1 2.003,99 2.032,93 2.070,45
B2 2.149,95 2.181,00 2.221,25
B3 2.400,22 2.434,88 2.479,81
A1 2.457,72 2.493,21 2.539,22

Agricoltura Operai Sondrio: firmato il rinnovo del CIPL



Sottoscritto il 12/4/2021, tra la FEDERAZIONE PROVINCIALE COLDIRETTI Sondrio, la CIA Sondrio, la CONFAGRICOLTURA Sondrio e FAI-CISL, FLAI-CGIL UILA-UIL Sondrio, l’accordo per il rinnovo del CIPL degli operai agricoli e florovivaisti della Provincia di Sondrio


Il presente verbale di accordo decorre dall’1/1/2020 e scadrà il 31/12/2023.

Aumenti retributivi
Ai lavoratori agricoli è riconosciuto un aumento pari al 1,8% a partire dall’1/1/2021.
Pertanto, le retribuzioni saranno le seguenti:


Retribuzioni mensili salari operai agricoli a tempo indeterminato tabelle OTI dall’1/1/2021





















Qualifiche

Salario contrattuale

1.a AREA

 

livello “a” ex super specializzati 1692,38
livello “b” ex specializzati 1599,33

2.a AREA

 

livello “c” ex qualificati super 1543,83
livello “d” ex qualificati 1457,36

3.a AREA

 

livello “e” ex comuni 1326,80


Retribuzioni orarie salari operai agricoli a tempo determinato OTD dall’1/1/2021




































Qualifiche

Salario contrattuale

3° elemento (0,3044)

Totale retribuzione oraria lorda

TFR (0,0863)

1.a AREA

 

 

 

 

livello “a” ex super specializzati 10,01415726 2,994403 12,83 0,848939
livello “b” ex specializzati 9,46351124 2,829756 12,13 0,80226

2.a AREA

 

 

 

 

livello “c” ex qualificati super 9,13506372 2,731546 11,71 0,774417
livello “d” ex qualificati 8,62341692 2,578553 11,05 0,731042

3.a AREA

 

 

 

 

livello “e” ex comuni 7,85090762 2,3/17561 10,06 0,665554









Grandi Campagne dall’1/1/2021

1° livello 10,92
2° livello 9,82


Rapporto di lavoro a tempo parziale
È prevista per le lavoratrici madri o per i lavoratori padri con figli conviventi di età pari o inferiore ai 12 anni o con conviventi portatori di handicap, la facoltà di trasformare il rapporto di lavoro da tempo pieno a part time, con facoltà della lavoratrice o del lavoratore di ripristinare il rapporto a tempo pieno, previo accordo tra le parti.

Permessi per lutto
È previsto il diritto del lavoratore agricolo ad un permesso retribuito di giorni tre in caso di decesso di parenti di primo grado e secondo grado e di affini di primo e secondo grado oltre che nei casi previsti dalla legge. Tale permesso non è conteggiabile nelle ferie.

Permessi per visite mediche
È riconosciuto al lavoratore o la lavoratrice (sia a tempo indeterminato sia a tempo determinato) il diritto a un permesso retribuito all’anno di 4 ore per poter effettuare visite mediche.

Assistenza ed integrazione di malattia e infortunio
In caso di malattia o di infortunio sul lavoro EBAS assicura agli operai e operaie agricoli e florovivaisti delle aziende associate una integrazione sulle indennità erogate dagli Istituti Assicurativi (INPS o INAIL). Tale indennità è stata modificata nel seguente modo:

Malattia
Per i lavoratori e le lavoratrici operanti in aziende associate a EBAS è prevista un’integrazione retributiva in aggiunta a quanto già corrisposto da Inps, utile al raggiungimento del 100% della retribuzione tabellare prevista per la qualifica del lavoratore o lavoratrice. Per gli operai a tempo indeterminato (OTI) verrà garantita l’integrazione fino ad un massimo di 180 giornate. Per gli operai a tempo determinato (OTD) verrà garantita l’integrazione fino al termine del contratto, fermo restando il riconoscimento da parte dell’INPS.
I primi 3 giorni di carenza sono a carico di EBAS che riconosce la seguente indennità forfettaria in base alla qualifica del lavoratore o lavoratrice sia per OTI – Operai Tempo Indeterminato sia per OTD – Operai Tempo Determinato. L’indennità verrà erogata solamente a coloro che hanno lavorato almeno 51 giornate in agricoltura nell’anno precedente e l’azienda dovrà essere in regola con la contribuzione all’Ente Bilaterale.


















CARENZA PER MALATTIA 2021

1.a AREA Liv. “A” (ex Super Specializzati) 138,00 € – (€ 46 a giornata)
1.a AREA Liv. “B” (ex Specializzati) 132,00 € – (€ 44 a giornata)
2.a AREA Liv. “C” (ex Qualificati Super) 126,00 € – (€ 42 a giornata)
2.a AREA Liv. “D” (ex Qualificati) 120,00 € – (€ 40 a giornata)
3.a AREA Liv. “E” (ex Comuni) 114,00 € – (€ 38 a giornata)


Infortunio
Per i lavoratori e le lavoratrici operanti in aziende associate a EBAS è prevista un’integrazione pari al 100% della retribuzione tabellare prevista per la qualifica del lavoratore o della lavoratrice.
A tutti gli operai sia a tempo indeterminato (OTI) che a termine (OTD), verrà garantita l’integrazione, per tutto il periodo di assenza dal lavoro, previo riconoscimento dell’indennità da parte dell’INAIL.
Il pagamento del giorno dell’infortunio è a carico del datore di lavoro, i tre giorni successivi (carenza) sono a carico di EBAS, nella misura sotto specificata:


















CARENZA PER MALATTIA 2021

1.a AREA Liv. “A” (ex Super Specializzati) 186,00 € – (€ 62 a giornata)
1.a AREA Liv. “B” (ex Specializzati) 174,00 € – (€ 58 a giornata)
2.a AREA Liv. “C” (ex Qualificati Super) 168,00 € – (€ 56 a giornata)
2.a AREA Liv. “D” (ex Qualificati) 162,00 € – (€ 54 a giornata)
3.a AREA Liv. “E” (ex Comuni) 147,00 € – (€ 40 a giornata)


Welfare
Per i lavoratori e le lavoratrici operanti in aziende associate a EBAS sono previste le seguenti prestazioni straordinarie aggiuntive a quelle già precedentemente previste:

PRESTAZIONI SANITARIE
Rimborso per prevenzione odontoiatrica (pulizia dentale)
Il rimborso spetta al solo per il/la dipendente agricolo/a che ha sostenuto spese odontoiatriche per pulizia dentale:
– OTD 51 gg € 25
– OTD 151 gg e OTI € 50

PRESTAZIONI SOCIALI
Bonus asilo nido (con Isee non superiore a € 25.000)
– OTD 51 gg € 200 lordi
– OTD 151 gg e OTI € 400 lordi
Bonus scuola materna (con Isee non superiore a € 25.000)
– OTD 51 gg € 100 lordi
– OTD 151 gg e OTI € 200 lordi

WELFARE INTEGRATIVO
Sostegno al reddito per licenziamento per operai OTI
– Indennità di € 300 una tantum per licenziamento operai a tempo indeterminato, previa presentazione DMAG, lettera di licenziamento e certificazione del centro dell’impiego. Il dipendente deve non aver trovato altra occupazione per 45 giorni successivi alla data del licenziamento e deve aver lavorato in agricoltura almeno 151 gg nell’anno precedente.
– Integrazione maternità obbligatoria per operai OTD
– Integrazione fino al 100% della retribuzione per operai con contratto a tempo determinato, per un massimo di 5 mesi, previa presentazione del certificato di gravidanza attestante la data presunta del parto, ultimo cedolino paga o provvedimento Inps, Contratto di lavoro. La lavoratrice deve aver lavorato in agricoltura almeno 51 giornate nell’anno precedente e deve essere sotto contratto nel momento in cui scatta la maternità obbligatoria (7° mese compiuto). Il pagamento verrà effettuato al termine dei 5 mesi.

CHIMICA INDUSTRIA: prestazioni straordinarie fino al 30/6/2021

Il Fondi di Assistenza Sanitaria dell’industria chimica (Faschim), prevede il rinnovo del pacchetto di prestazioni straordinarie con efficacia esclusivamente fino al 30/6/2021.

Le prestazioni straordinarie, già previste dall’Appendice 3 del Fondo di Assistenza Sanitaria dell’industria chimica (Faschim), sono state oggetto di delibera del CdA, sentito il parere delle Fonti Istitutive, nella seduta del 30/3/2021 e, a fronte del permanere della situazione di emergenza sanitaria, ne è stato deliberato il rinnovo.
Il pacchetto di prestazioni straordinarie e’ stato rinnovato e ha efficacia esclusivamente fino al 30/6/2021.

1. DIARIA PER RICOVERO (SSN) – (POSITIVITA’ TAMPONE MOLECOLARE COVID-19)

In caso di ricovero ordinario con SSN, con esito al tampone molecolare positivo Covid-19, il Fondo riconosce una diaria di € 40 per ogni pernottamento a partire dalla data di certificazione del contagio (referto del tampone positivo).
E’ previsto il rimborso di un massimo di 50 pernottamenti nel corso del periodo di validità della presente prestazione straordinaria.

2. DIARIA PER RICOVERO (SSN) IN TERAPIA INTENSIVA (POSITIVITA’ TAMPONE MOLECOLARE COVID-19)

In caso di ricovero ordinario con SSN in terapia intensiva, con esito al tampone molecolare positivo Covid-19, il Fondo riconosce una diaria di € 60 per ogni pernottamento con certificazione del contagio (referto del tampone molecolare positivo) a partire dalla data di degenza in terapia intensiva.
E’ previsto il rimborso di un massimo di 50 pernottamenti nel corso del periodo di validità della presente prestazione straordinaria.

3. DIARIA PER ISOLAMENTO DOMICILIARE (POSITIVITA’ TAMPONE MOLECOLARE COVID-19)

In caso di isolamento domiciliare, secondo le prescrizioni dei sanitari, a seguito di positività al virus (esito al tampone molecolare positivo Covid-19), il Fondo riconosce una diaria di € 40 per ogni pernottamento a partire dalla data di certificazione del contagio (referto del tampone positivo molecolare) e per i soli giorni di positività al virus (l’eventuale referto del tampone molecolare negativo interrompe i giorni di diaria da isolamento).
E’ previsto il rimborso sino a un massimo di 14 pernottamenti nel corso del periodo di validità della presente prestazione straordinaria.
Per il caso di isolamento domiciliare precedente un ricovero ospedaliero avvenuto entro i 14 giorni, il numero dei giorni conteggiati ai fini della liquidazione della diaria da isolamento, vanno dalla data del referto fino alla data di ricovero ospedaliero.
Le prestazioni sono erogabili per un solo evento nel periodo.
Le prestazioni non sono erogabili ad associati che abbiano già beneficiato di un’erogazione per diaria da isolamento domiciliare nel periodo 1/2/2020-31/3/2021.

3. INDENNITA’ POST RICOVERO (SSN) – (POSITIVITA’ TAMPONE MOLECOLARE COVID-19)

Successivamente all’erogazione della prestazione – DIARIA PER RICOVERO (SSN) (POSITIVITA’ TAMPONE MOLECOLARE COVID-19) il Fondo riconosce in automatico anche una indennità forfettaria di € 500.
La prestazione è erogabile una sola volta all’interno del periodo di efficacia delle prestazioni straordinarie.

4. INDENNITA’ POST RICOVERO (SSN) IN TERAPIA INTENSIVA (POSITIVITA’ TAMPONE MOLECOLARE COVID-19)

Successivamente all’erogazione della prestazione – DIARIA PER RICOVERO (SSN) IN TERAPIA INTENSIVA (POSITIVITA’ TAMPONE MOLECOLARE COVID-19), il Fondo riconosce in automatico anche una indennità forfettaria di € 2.000.

5. PRESTAZIONI POST RICOVERO

In caso di ricovero ospedaliero che ha comportato una diagnosi COVID con data di dimissione compresa nel periodo dal 1/4/2021 al 30/6/2021 e di cui è stata riconosciuta dal Fondo la diaria per ricovero di cui ai punti 1 e 2, sono usufruibili le prestazioni aggiuntive indicate nell’elenco (allegato all’appendice) secondo quanto di seguito previsto.
Il fondo rimborsa l’80% dei costi sostenuti relativi alle prestazioni riportate nell’elenco ed entro il massimale di 1.000 euro.

Congedo 2021: istruzioni sulla compilazione delle denunce contributive


Con riferimento al congedo 2021 per genitori, lavoratori dipendenti del settore privato, con figli affetti da COVID-19, in quarantena da contatto o con attività didattica in presenza sospesa o con centri diurni assistenziali chiusi, si forniscono istruzioni per la compilazione delle denunce contributive per i datori di lavoro e per il relativo conguaglio.


Con riferimento ai datori di lavoro privati con lavoratori dipendenti iscritti alla Gestione privata, per la corretta gestione degli eventi introdotti dall’articolo 2 del decreto-legge n. 30/2021, nel flusso Uniemens è stato previsto il seguente nuovo codice evento riferito ai lavoratori dipendenti del settore privato:
– MZ2: DL n. 30/2021 – art. 2 – Congedo 2021 per genitori
La fruizione del congedo è esclusivamente giornaliera.
Nella compilazione del flusso dovrà essere valorizzata la causale dell’assenza nell’elemento <CodiceEvento> di <Settimana> procedendo alla valorizzazione del “tipo copertura” delle settimane in cui si collocano gli eventi con le consuete modalità.
Pertanto, dovrà essere indicato nell’elemento <DiffAccredito> il valore della retribuzione “persa” a motivo dell’assenza.
È prevista la compilazione dell’elemento <InfoAggEvento>, nel quale va indicato il codice fiscale del figlio minore per cui si fruisce il congedo.
Trattandosi di eventi giornalieri, a durata circoscritta, è prevista la compilazione del calendario giornaliero.
Nell’elemento <Giorno> interessato dall’evento dovranno essere fornite le informazioni, di seguito specificate, utili a delineare la tipologia e durata dell’evento, nonché ricostruire correttamente l’estratto conto:
– Elemento <Lavorato> = N;
– Elemento <TipoCoperturaGiorn> = 1 oppure 2 (in caso di integrazione dell’indennità giornaliera di malattia da parte dell’Azienda);
– Elemento <CodiceEventoGiorn> = MZ2;
– Elemento <InfoAggEvento> di <EventoGiorn>= il codice fiscale del figlio minore per cui si fruisce il congedo.
Per i nuovi eventi in parola nel caso di lavoratore del settore Sport e Spettacolo non dovrà essere compilato l’elemento <Settimana>.
Nel caso in cui il lavoratore sia iscritto al Fondo Speciale Ferrovie dello Stato (FS) o IPOST, nella sezione Fondo Speciale:
– se è stata corrisposta retribuzione a titolo di integrazione da parte del datore:
– i giorni dovranno essere conteggiati come retribuiti;
– dovranno essere precisati nei vari campi, L. n. 177/76, IIS, CA, 13esima, le quote analitiche di retribuzione corrispondente al tempo lavorato ed alla integrazione corrisposta;
– nei campi L. n. 177/76, IIS, CA, 13esima della sottosezione <Figurativi> dovrà essere precisata la ripartizione della retribuzione “persa” già indicata in <DiffAccredito>;
– se non è stata corrisposta retribuzione a titolo di integrazione da parte del datore:
– i giorni dovranno essere conteggiati come figurativi;
– nei campi L. n. 177/76, IIS, CA, 13esima della sottosezione <Figurativi> dovrà essere precisata la ripartizione della retribuzione “persa” già indicata in <DiffAccredito>.
Ai fini del conguaglio delle indennità anticipate relative agli eventi sopra citati introdotti a partire dal periodo di competenza aprile 2021, dovrà essere valorizzato l’elemento <InfoAggcausaliContrib>, che assume valenza contributiva secondo le seguenti modalità:
– Elemento <CodiceCausale>: indicare il codice causale definito per il conguaglio, relativo allo specifico evento:
– S123 (evento MZ2), avente il significato di “Congedo 2021 per genitori DL n. 30/2021 – art. 2”;
– Elemento <IdentMotivoUtilizzoCausale>: indicare il valore “N”;
– Elemento <AnnoMeseRif>: indicare l’AnnoMese di riferimento della prestazione anticipata al lavoratore e conguagliata, ossia la competenza in cui è intervenuto lo specifico evento esposto in Uniemens;
– Elemento <ImportoAnnoMeseRif>: indicare l’importo della prestazione conguagliata, relativo alla specifica competenza.
Al fine di procedere alla sistemazione degli eventi – e dei relativi conguagli – riferiti ad eventuali periodi di congedo parentale o di prolungamento di congedo parentale (ordinari di cui agli artt. 32 e 33 del D.lgs n. 151/2001) fruiti dal 1° gennaio 2021 (convertibili come da indicazioni di cui al precedente paragrafo 4), il datore avrà cura di inviare i flussi di regolarizzazione secondo le modalità in uso.


I datori di lavoro che anticipano per gli operai agricoli a tempo indeterminato (OTI) le indennità relative ai Congedi 2021 dovranno valorizzare nel flusso Uniemens, sezione PosAgri, l’elemento <CodiceRetribuzione> con il codice 3 che assume la nuova denominazione “Congedo COVID-19 Genitori” unitamente al nuovo elemento di “CodAgio” Q3 “DL n. 30/2021 – art. 2 – Congedo 2021”.
Per la sistemazione degli eventi riferiti ad eventuali periodi di congedo parentale o di prolungamento di congedo parentale (ordinari di cui agli artt. 32 e 33 del D.lgs n. 151/2001) fruiti dal 1° gennaio 2021 fino al rilascio della specifica procedura di domanda telematica convertiti a domanda degli interessati, il datore di lavoro potrà modificare i flussi già trasmessi secondo le modalità in uso. A titolo esemplificativo i flussi relativi al primo trimestre 2021 potranno essere modificati entro il 31 maggio 2021.
Nel caso in cui il datore di lavoro non possa modificare gli eventi indicati nei flussi trasmessi, per i quali il lavoratore abbia presentato secondo le indicazioni del paragrafo 4 della presente circolare la richiesta di conversione dei congedi, il datore medesimo provvederà a rappresentare l’impossibilità di modificare i flussi già trasmessi, sia alla sua struttura territoriale INPS di riferimento, sia al lavoratore.


Diritto di precedenza del lavoratore licenziato, nuove assunzioni solo per professionalità diverse


Ai fini della spettanza delle agevolazioni, il diritto di precedenza alla riassunzione di lavoratori licenziati, può dirsi violato laddove vi siano nuove assunzioni decise dall’imprenditore nella “stessa qualifica” dei licenziati, da intendersi come sostanziale coincidenza tra le professionalità di cui l’azienda abbisogna e quella posseduta da questi ultimi. Parimenti, ai fini del risarcimento del danno al lavoratore, la responsabilità del datore è esclusa solo se questi provi l’assoluta inevitabilità della scelta, sotto il profilo delle professionalità peculiari da acquisire all’azienda ovvero dell’impossibilità di procedere alla stipulazione di contratti dei quali potrebbero essere parti gli ex dipendenti (Corte di Cassazione, ordinanza 15 aprile 2021, n. 9913)


La vicenda giudiziaria nasce dall’opposizione presentanta da una Società avverso l’avviso di addebito emesso dall’Inps per il recupero di sgravi contributivi di cui la società aveva beneficiato per l’assunzione di un lavoratore e che l’Istituto assumeva non spettanti per la violazione del diritto di precedenza riconosciuto ad un altro lavoratore, licenziato nei 6 mesi precedenti.
Al riguardo, la Corte d’appello territoriale aveva rilevato che il diritto di precedenza alla riassunzione (ex art. 15, L. n. 264/1949) sorge all’atto del licenziamento e che da questo momento decorre il termine di 6 mesi per l’esercizio dello stesso.
Altresì, i giudici di appello avevano riconosciuto che, data la natura inderogabile della disciplina previdenziale, la rinuncia preventiva al diritto di prelazione, se pure valida nei rapporti tra privati, non è opponibile all’Inps, con la conseguenza che il datore di lavoro, nei 6 mesi precedenti la nuova assunzione, deve comunque offrire il posto al dipendente licenziato. Ciò nonostante, il diritto di precedenza non doveva ritenersi operante perché il lavoratore licenziato e quello neo-assunto erano inquadrati in livelli diversi ed addetti a mansioni differenti per contenuto e tipologia.
Avverso la sentenza ricorre così in Cassazione l’Inps, lamentando violazione e falsa applicazione della legge (art. 31, co. 1, lett. b), D.Lgs. n. 150/2015), per aver la Corte di merito ritenuto necessario il requisito della identità dei profili e delle mansioni.
Per la Suprema Corte il ricorso è fondato.
In relazione al diritto di precedenza alla riassunzione, riconosciuto ai lavoratori licenziati per riduzione di personale (art 15, L. 29 aprile 1949, n. 264), il datore di lavoro che assuma lavoratori diversi da quelli licenziati, entro il suddetto termine semestrale, riferito alla stipulazione di relativi contratti, può sottrarsi alla responsabilità per inadempimento (art. 1218 c.c.) ed al conseguente obbligo di risarcimento del danno, solo ove fornisca la prova della assoluta inevitabilità della scelta, sotto il profilo delle professionalità assolutamente peculiari da acquisire all’azienda ovvero della impossibilità di procedere alla stipulazione di contratti dei quali potrebbero essere parti gli ex dipendenti (Corte di Cassazione, sentenza n. 14293/2002).
Orbene, il principio, seppur riferito al caso di domanda di risarcimento danni per violazione del diritto di precedenza, assume portata di carattere generale, anche con riferimento alla condizione della insorgenza del diritto di precedenza. Questa, infatti, richiede che si tratti di nuove assunzioni decise dall’imprenditore nella “stessa qualifica” dei licenziati, da intendersi realizzata quando vi sia sostanziale coincidenza tra le professionalità di cui l’azienda abbisogna e quella posseduta da questi ultimi.
Del resto, sarebbe irragionevole e non conciliabile con la ratio delle disposizioni in tema di diritto di precedenza, interpretare l’espressione “stessa qualifica” come identità di livelli di inquadramento formale; la ratio di dette disposizioni è, infatti, individuata attraverso il riferimento al “principio dell’assoluta preminenza dell’interesse al posto di lavoro dei dipendenti coinvolti nella vicenda di riduzione di personale”.


Decreto “sostegni”: indicazioni sul reddito di emergenza


Si forniscono istruzioni sui requisiti di accesso al Reddito di emergenza per i mesi di marzo, aprile e maggio 2021.


La domanda di Rem può essere presentata all’Inps, esclusivamente on line, entro il termine perentorio del 30 aprile 2021, attraverso i seguenti canali:
– il sito internet dell’Inps (www.inps.it), autenticandosi con PIN (si ricorda che l’Inps non rilascia più nuovi PIN a decorrere dal 1° ottobre 2020), SPID, Carta Nazionale dei Servizi e Carta di Identità Elettronica;
– gli Istituti di Patronato.
La domanda medesima è presentata da uno dei componenti del nucleo familiare (il richiedente), in nome e per conto di tutto il nucleo familiare. Nel caso in cui nel nucleo familiare siano presenti uno o più soggetti in possesso dei requisiti di cui all’articolo 12, comma 2 (cioè percettori di NASpI e DIS-COLL tra il 1° luglio 2020 e il 28 febbraio 2021), la domanda deve essere presentata da uno dei medesimi soggetti.
Il richiedente deve essere regolarmente residente in Italia al momento della presentazione della domanda. La norma non prevede una durata minima di permanenza. Tale requisito è verificato con riferimento al solo componente richiedente il beneficio.
Il nucleo familiare deve essere in possesso dei seguenti requisiti economici.
Un valore del reddito familiare, nel mese di febbraio 2021, inferiore alla soglia corrispondente all’ammontare del beneficio. In caso di canone di locazione dichiarato in DSU, tale soglia è incrementata di un dodicesimo dell’ammontare annuo del canone stesso.
Il reddito familiare è determinato, secondo il principio di cassa, considerando tutte le componenti di cui all’articolo 4, comma 2, del DPCM n. 159/2013 ed è riferito al mese di febbraio 2021.
Per il mese di febbraio 2021, la soglia del reddito familiare per il diritto al beneficio è determinata moltiplicando 400 euro per il valore della scala di equivalenza.
Il Rem non è compatibile con:
– le indennità COVID-19 istituite dall’articolo 10 del decreto–legge n. 41/2021;
– le prestazioni pensionistiche;
– i redditi da lavoro dipendente;
– il Reddito e la Pensione di cittadinanza;
– il Rem di cui all’articolo 12, comma 2, DL 41/2021.
Altresì il Rem non è compatibile con la presenza, nel nucleo familiare, di componenti che percepiscono o hanno percepito una delle indennità indicate nell’articolo 10 del decreto-legge n. 41/2021 previste per i lavoratori danneggiati dall’emergenza epidemiologica da COVID-19.
Possono ottenere il Rem anche i richiedenti che, pur non avendo i requisiti previsti per il Rem di cui al comma 1, hanno terminato di ricevere le prestazioni NASpI e DIS-COLL nel periodo che va dal 1° luglio 2020 al 28 febbraio 2021 e sono in possesso degli altri requisiti previsti dalla legge.
Al fine del diritto al beneficio in trattazione, la NASpI e la DIS-COLL devono essere interamente godute e devono essere terminate (si fa riferimento al criterio di competenza temporale) all’interno del periodo 1° luglio 2020 – 28 febbraio 2021. Non soddisfa, pertanto, il requisito:
– chi è decaduto dal diritto alla prestazione prima del naturale termine della stessa;
– chi ha chiesto e ottenuto l’anticipazione in unica rata per l’avvio di lavoro autonomo o attività d’impresa.
Nel caso in cui la domanda venga presentata dal soggetto che abbia beneficiato di NASpI o DIS-COLL, è necessario indicare un IBAN intestato allo stesso richiedente.


I dati relativi al possesso dei requisiti, comprese le dichiarazioni relative alle incompatibilità, autodichiarate in domanda, saranno oggetto di controlli, effettuati anche a campione, ai sensi dell’articolo 71 del D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445.
La non veridicità del contenuto delle dichiarazioni, qualora accertata successivamente all’accoglimento della domanda, comporta la revoca dal beneficio, ferme restando la restituzione di quanto indebitamente percepito e le sanzioni previste dalla legislazione vigente.
Con particolare riferimento al requisito relativo al patrimonio mobiliare, il decreto stabilisce che: “Per tutto quanto non previsto dal presente articolo si applica la disciplina di cui all’articolo 82 del decreto legge n. 34 del 2020, ove compatibile”.
Ai fini della verifica del possesso dei requisiti relativi al patrimonio mobiliare, l’Inps e l’Agenzia delle Entrate possono scambiare i dati relativi ai saldi e alle giacenze medie del patrimonio mobiliare dei componenti il nucleo familiare.
Infine, laddove la DSU valida al momento della presentazione della domanda presenti omissioni e/o difformità, l’Istituto si riserva di verificarle prima della valutazione del requisito della soglia ISEE.
In caso di accoglimento, il Rem è erogato per tre mensilità: marzo, aprile e maggio 2021.
Al fine di rendere noto tempestivamente l’esito del procedimento, l’Istituto comunica l’accoglimento o la reiezione della domanda mediante SMS e/o e-mail, utilizzando i dati di recapito indicati in domanda. In caso di respinta, l’Istituto rende disponibili le motivazioni del mancato accoglimento dell’istanza.
Il beneficio è erogato mediante bonifico bancario/postale, accredito su Libretto postale o bonifico domiciliato (pagamento in contanti presso gli sportelli di Poste Italiane S.p.A.), secondo la preferenza espressa nel modulo di domanda.
Il Rem verrà pagato con bonifico domiciliato presso gli sportelli di Poste Italiane S.p.A. nel caso in cui:
– l’Iban indicato in domanda non è corretto perché il codice fiscale del beneficiario della prestazione non corrisponde a quello del titolare del conto corrente;
– le coordinate bancarie sono formulate in modo errato.

Mancata corresponsione della retribuzione con strumenti tracciabili: inapplicabilità del cumulo giuridico


Con nota 15 aprile 2021, n. 606, l’Ispettorato nazionale del lavoro fornisce chiarimenti in merito alla possibilità di applicare l’istituto del cumulo giuridico ex art. 8 della L. n. 689/1981 al regime sanzionatorio, previsto dall’art. 1, comma 913, della L. n. 205/2017, nei casi di mancata corresponsione della retribuzione con strumenti tracciabili, nonché l’art. 8, comma 2 della stessa legge, nei casi di contestazione anche della c.d. maxisanzione, attese le ricadute previdenziali della violazione.


Come noto, a far data dal 1° luglio 2018 i datori di lavoro o committenti corrispondono ai lavoratori la retribuzione, nonché ogni anticipo di essa, attraverso una banca o un ufficio postale con uno dei seguenti mezzi (art. 1, comma 910, della L. n. 205/2017):
– bonifico sul conto identificato dal codice IBAN indicato dal lavoratore;
– strumenti di pagamento elettronico;
– pagamento in contanti presso lo sportello bancario o postale dove il datore di lavoro abbia aperto un conto corrente di tesoreria con mandato di pagamento;
– emissione di un assegno consegnato direttamente al lavoratore o, in caso di suo comprovato impedimento, a un suo delegato.
I datori di lavoro o committenti non possono corrispondere la retribuzione per mezzo di denaro contante direttamente al lavoratore, qualunque sia la tipologia del rapporto di lavoro instaurato (art. 1, comma 911, della L. n. 205/2017).
Tali disposizioni, secondo il art. 1, comma 913, della L. n. 205/2017, non si applicano ai rapporti di lavoro instaurati con le pubbliche amministrazioni, al lavoro domestico (legge 2 aprile 1958, n. 339), né a quelli comunque rientranti nell’ambito di applicazione dei contratti collettivi nazionali per gli addetti a servizi familiari e domestici, stipulati dalle associazioni sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale. Al datore di lavoro o committente che viola l’obbligo di cui al comma 910 si applica la sanzione amministrativa pecuniaria consistente nel pagamento di una somma da 1.000 euro a 5.000 euro.


In seguito alla richiesta di parere, concernente la possibilità di applicare l’istituto del cumulo giuridico ex art. 8 della L. n. 689/1981 al citato regime sanzionatorio ex art. 1, comma 913, della L. n. 205/2017, nei casi di mancata corresponsione della retribuzione con strumenti tracciabili, l’Ispettorato nazionale del lavoro, acquisito il parere dell’Ufficio legislativo del Ministero del lavoro, ha chiarito quanto segue.
In merito alle concrete modalità operative di contestazione dell’illecito – come già precisato con le precedenti note prot. nn. 5828 e 9294 rispettivamente del 4 luglio e del 9 novembre 2018 – l’illecito si perfeziona ogniqualvolta venga corrisposta la retribuzione in violazione del comma 910 dell’art. 1 L. n. 205/2017, secondo la periodicità di erogazione che, di norma, avviene mensilmente.
La formulazione del precetto lascia intendere che il regime sanzionatorio sia riferito alla totalità dei lavoratori in forza presso il singolo datore di lavoro con la conseguenza che la sua applicazione prescinde dal numero di lavoratori interessati dalla violazione.
In via generale, l’art. 8, comma 1, della L. n. 689/1981, estende alle sanzioni amministrative il sistema del cumulo giuridico già tipizzato in sede penale. Pertanto, se a fronte della stessa azione od omissione vengano violate più volte la stessa norma incriminatrice (concorso omogeneo) o norme diverse (concorso eterogeneo), l’autore degli illeciti è sanzionato con la pena prevista per la violazione più grave, incrementata fino al triplo.
Tale disciplina, però, non è applicabile nei casi di plurime violazioni commesse con altrettante condotte (cfr. Cass. sent. n. 26434/2014; n. 5252/2011; n. 12974/2008; n. 12844/2008) e, nel caso di violazione della disposizione in esame, posta in essere per più mensilità, non può non riconoscersi la sussistenza di una pluralità di violazioni, indipendentemente dalla circostanza che l’illecito si riferisca ad uno o più lavoratori.
Quanto alla applicazione dell’art. 8, comma 2, della L. n. 689/1981, trattandosi di corresponsione della retribuzione in contanti, l’illecito in questione si perfeziona a prescindere da eventuali violazioni di previdenza e assistenza obbligatoria e, quindi, risulterebbe comunque estraneo a detta materia anche nella ipotesi in cui sia stata contestata la violazione ammnistrativa dell’impiego di lavoratori “in nero” con conseguente applicazione della maxisanzione.
In conclusione, non risulta invocabile, per le ipotesi sanzionatorie in commento, l’art. 8, comma 1, in quanto le condotte non sarebbero riconducibili ad una configurazione unitaria; nello stesso tempo, gli obblighi di cui ai commi 910 e ss. e le relative sanzioni sono di per sé estranei alla materia previdenziale e assistenziale cosicché ad essi non risulta applicabile neanche l’istituto di cui all’art. 8, comma 2.
Né può ritenersi applicabile, in via analogica, la normativa dettata dall’art. 81 c.p., in tema di continuazione tra reati, sia perché l’art. 8 della L. n. 689/1981 prevede, come detto, espressamente tale possibilità soltanto per le violazioni in materia di previdenza e assistenza (con conseguente evidenza dell’intento del Legislatore di non estendere la disciplina del cumulo giuridico agli altri illeciti amministrativi), sia perché la differenza morfologica tra illecito penale ed illecito amministrativo non consente che, attraverso un procedimento di integrazione analogica, le norme di favore previste in materia penale vengano tout court estese alla materia degli illeciti amministrativi.

Fondo Nuove Competenze nell’artigianato lombardo

Siglato il 7/4/2021, tra la CONFARTIGIANATO Lombardia, la CNA Lombardia, la CASARTIGIANI Lombardia, la CLAAI Lombardia e la CGIL Lombardia, la CISL Lombardia, la UIL Lombardia, l’accordo di interpretazione autentica relativa all’Accordo regionale lombardo Fondo Nuove Competenze sottoscritto il 23/3/2021.

In relazione all’Accordo regionale lombardo Fondo Nuove Competenze del 23/3/2021 le Parti confermano e si danno atto che:
1. l’ambito è comprensivo dei dipendenti delle parti firmatarie e delle organizzazioni e associazioni territoriali e di categoria aderenti ai rispettivi sistemi associativi e/o di rappresentanza
2. al momento della presentazione della domanda ad ANPAL, l’allegato A dell’Accordo regionale lombardo Fondo Nuove Competenze del 23/3/2021 dovrà essere corredato della modulistica prevista dall’Avviso ANPAL riguardante il Fondo Nuove Competenze e disponibile sul sito web istituzionale della stessa.
L’accordo quadro regionale è applicabile dalle imprese che abbiano alternativamente uno dei seguenti requisiti:
-siano associate alle organizzazioni imprenditoriali firmatarie del presente accordo;
-applichino e rispettino integralmente i contratti collettivi nazionali e regionali di lavoro sottoscritti dalle organizzazioni imprenditoriali firmatarie del presente accordo;
-conferiscano espresso mandato ad una delle organizzazioni imprenditoriali firmatarie del presente accordo.
L’accordo si applica alle imprese che intendano procedere ad una rimodulazione dell’orario di lavoro per mutate esigenze organizzative e produttive con contestuale avvio di uno o più percorsi formativi di sviluppo delle competenze dei lavoratori oggetto della rimodulazione dell’orario di lavoro.
Esso è valido per i lavoratori dipendenti da imprese come sopra individuate, aventi sede legale e/o operativa nel territorio della Lombardia, anche se occupati presso sedi o stabilimenti situati fuori dal suddetto territorio.
Il presente accordo può, altresì, essere applicato ai dipendenti degli enti e delle società costituiti, partecipati o promossi dalle parti firmatarie, comprese le strutture della bilateralità artigiana lombarda.
L’accordo è valido per i lavoratori con rapporto a tempo indeterminato, a tempo determinato, in apprendistato, anche se a tempo parziale. Non si applica ai rapporti di lavoro intermittente.
Si intende per accordo di rimodulazione dell’orario di lavoro l’accordo con cui le parti convengono di destinare una quota dell’orario di lavoro a percorsi formativi idonei a far acquisire ai lavoratori nuove o maggiori competenze quale risposta alle mutate esigenze organizzative o produttive dell’impresa.
Il progetto formativo per lo sviluppo delle competenze deve riportare:
– i fabbisogni del datore di lavoro in termini di nuove o maggiori competenze, in ragione dell’introduzione di innovazioni organizzative, tecnologiche, di processo, di prodotto o servizi, in risposta alle mutate esigenze produttive dell’impresa;
– il relativo adeguamento necessario per qualificare e riqualificare i lavoratori in relazione ai fabbisogni individuati (ove possibile anche al fine del conseguimento di una qualificazione di livello EQF 3 o 4), comunque prevedendo una progettazione per competenze coerente con gli standard professionali e di qualificazione definiti nel Repertorio nazionale, di cui all’art. 8 del D.Lgs. 16/1/2013, n.13 o ai descrittivi ricompresi nelle ADA dell’Atlante del lavoro e delle qualificazioni;
-gli obiettivi di apprendimento, in termini di competenze, dei soggetti destinatari;


-la modalità di valorizzazione del patrimonio di competenze possedute dai lavoratori; -la modalità di personalizzazione del percorso di apprendimento sulla base della valutazione in ingresso;
-la modalità di evidenziazione e attestazione delle competenze acquisite dai lavoratori al termine del percorso e i soggetti incaricati della stessa;
-le modalità di svolgimento del percorso di apprendimento;
-la durata del percorso di apprendimento;
-gli oneri del percorso di apprendimento, intesi come costo delle ore di lavoro dei lavoratori coinvolti nel percorso di apprendimento, comprensivo della contribuzione previdenziale e assistenziale;
-il soggetto erogatore il percorso di apprendimento.


Svolgimento di attività extra-lavorativa in costanza di malattia: non rileva la gratuità


Lo svolgimento di attività extra-lavorativa durante il periodo di assenza per malattia costituisce illecito disciplinare e può essere ritenuto contrattualmente illegittimo quando l’attività esterna, prestata o meno a titolo oneroso, sia di per sé sufficiente a far presumere l’inesistenza della malattia ovvero quando, in violazione del dovere preparatorio all’adempimento e valutata in relazione alla natura della patologia e delle mansioni svolte, l’attività stessa possa pregiudicare o ritardare la guarigione e il rientro in servizio del lavoratore (Corte di Cassazione, sentenza 13 aprile 2021, n. 9647)


Un lavoratore adiva il Tribunale ed esponeva di aver prestato attività subordinata, svolgendo mansioni di operatore ecologico, di aver ricevuto una contestazione disciplinare perché, assente per malattia, era stato impegnato in altre attività e di esser stato licenziato per giusta causa, consistente nell’aver posto un comportamento incompatibile con il proprio stato di salute. Sulla scorta di tali premesse, chiedeva dichiararsi l’illegittimità del provvedimento espulsivo e la condanna della Società alla reintegra nel posto di lavoro ed al risarcimento del danno.
Il Tribunale e, successivamente, la Corte d’appello riconoscevano le ragioni del lavoratore, richiamando gli orientamenti giurisprudenziali di legittimità in materia. In particolare, lo svolgimento di attività lavorativa o extra-lavorativa da parte del dipendente assente per malattia può giustificare il recesso del datore di lavoro in relazione alla violazione dei criteri di correttezza e buona fede e degli specifici obblighi contrattuali di diligenza e fedeltà, nell’ipotesi in cui l’attività esterna sia di per sé sufficiente a far presumere l’inesistenza della malattia, dimostrando una fraudolenta simulazione, ovvero la medesima attività, valutata con giudizio ex ante in relazione alla natura della patologia e delle mansioni svolte, possa pregiudicare o ritardare la guarigione e il rientro in servizio.
In fatto, la Corte osservava che il lavoratore aveva allegato certificato medico attestante la diagnosi di “episodio di depressione maggiore” con prescrizione di giorni di riposo e cura. Pertanto, vertendosi in tema di patologia di natura neurologica ed alla stregua degli esiti degli accertamenti peritali, i comportamenti ascritti al lavoratore non erano da ritenersi sintomatici di una simulazione della malattia, né incompatibili con essa, ovvero forieri di ritardi nella guarigione.
Avverso la sentenza ricorre così in Cassazione la Società datoriale, duolendosi dell’erronea interpretazione, da parte della Corte di merito, delle norme di diritto applicabili alla fattispecie. Il lavoratore, cioè, mostrandosi nel periodo di malattia impegnato in attività ricreative, avrebbe assunto un comportamento incompatibile con la dichiarata condizione depressiva venendo meno ai propri doveri di collaborazione con il datore di lavoro, mediante l’ostensione di atteggiamenti che testimoniavano la partecipazione ad attività palesemente contrarie a quegli obblighi di correttezza e buona fede.
Per la Suprema Corte il motivo non è fondato.
La patologia impeditiva, infatti, va intesa non come stato che comporti la impossibilità assoluta di svolgere qualsiasi attività, ma come stato impeditivo delle normali prestazioni lavorative del dipendente. Di qui, nel caso di un lavoratore assente per malattia il quale sia stato sorpreso nello svolgimento di altre attività, spetta al dipendente, secondo il principio sulla distribuzione dell’onere della prova, dimostrare la compatibilità di dette attività con la malattia impeditiva della prestazione lavorativa, la mancanza di elementi idonei a far presumere l’inesistenza della malattia e la loro inidoneità a pregiudicare il recupero delle normali energie psico-fisiche. Resta invece riservata al giudice del merito la relativa valutazione, all’esito di un accertamento da svolgersi non in astratto, ma in concreto, con giudizio ex ante.
Altresì, lo svolgimento di attività extra-lavorativa durante il periodo di assenza per malattia costituisce illecito disciplinare e può essere ritenuto contrattualmente illegittimo quando l’attività esterna, prestata o meno a titolo oneroso, sia di per sé sufficiente a far presumere l’inesistenza della malattia ovvero quando, in violazione del dovere preparatorio all’adempimento e valutata in relazione alla natura della patologia e delle mansioni svolte, l’attività stessa possa pregiudicare o ritardare la guarigione e il rientro in servizio del lavoratore (da ultimo, Corte di Cassazione, ordinanza 19 ottobre 2018, n. 26496).
Tanto premesso, nel caso di specie, il giudice del gravame ha correttamente valutato che i comportamenti assunti dal lavoratore nel periodo di assenza per malattia erano compatibili con la diagnosi di una patologia di natura neurologica, anche se giudicata dal CTU di minore gravità (lieve stato ansioso depressivo), escludendo che la diagnosi della patologia neurologica con prescrizione di vari giorni di riposo, fosse il frutto di una progettazione fraudolenta e che i comportamenti assunti dal lavoratore si ponessero in condizione di incompatibilità rispetto alla guarigione.


Una Tantum ad aprile per i dipendenti del CCNL Ferrovie dello stato



Erogata, nel mese di aprile, la prima tranche di importo una tantum per i dipendenti del CCNL della Mobilità/Area contrattuale Attività Ferroviaria di rinnovo


L’accordo sottoscritto lo scorso febbraio  ha previsto, per i lavoratori in forza nelle aziende che applicano il CCNL della Mobilità/Area contrattuale Attività Ferroviarie, ad integrale copertura del periodo 1/1/2018 – 31/12/2020, viene riconosciuto un importo lordo pro-capite una tantum nelle misure di seguito indicate:



































































Livello/Parametro

Importo lordo “Una Tantum” (euro)

Importo 1° tranche

Q1 1.193,57 596,78
Q2 1.048,68 524,34
A 1.014,19 507,10
B1 965,89 482,95
B2 924,50 462,25
B3 910,70 455,35
C1 890,00 445,00
C2 876,20 438,10
D1 862,40 431,20
D2 834,81 417,40
D3 821,01 410,51
E1 807,21 403,61
E2 772,71 386,36
E3 758,91 379,45
F1 703,72 351,86
F2 689,92 344,96


 


Gli importi dell’una tantum di cui sopra non avranno riflessi su nessun istituto contrattuale o di legge.
Dette somme saranno corrisposte in due tranches di pari importo con le retribuzioni dei mesi di aprile e giugno 2021, in proporzione ai mesi di servizio prestati nel periodo di riferimento, arrotondando a mese intero la frazione di mese superiore a 15 giorni.