Prestazioni economiche di malattia, di maternità/paternità e di tubercolosi: retribuzioni 2021


Con circolare n. 68/2021, l’Inps illustra, con riferimento all’anno 2021, la misura del limite minimo di retribuzione giornaliera e degli altri valori per il calcolo delle contribuzioni dovute per la generalità dei lavoratori dipendenti, nonché gli importi da prendere a riferimento per altre prestazioni.


Sulla base della variazione percentuale ISTAT dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati per l’anno 2020, con la circolare Inps n. 10/2021 è stata comunicata la misura per l’anno 2021 del limite minimo di retribuzione. Con la circolare in commento vengono, conseguentemente, indicati gli importi da prendere a riferimento per il calcolo delle prestazioni economiche di malattia, di maternità/paternità e di tubercolosi.


– Retribuzioni di riferimento nell’anno 2021
1) Lavoratori soci di società e di enti cooperativi, anche di fatto, di cui al D.P.R. n. 602/1970, articolo 4 (malattia, maternità/paternità e tubercolosi)
Per i lavoratori soci di società e di enti cooperativi anche di fatto, i trattamenti economici previdenziali in oggetto, spettanti per eventi da indennizzare sulla scorta di periodi di paga cadenti nell’anno 2021, sono da liquidare sulla base della retribuzione del mese precedente, comunque non inferiore al minimale giornaliero di legge, che è pari anche per il 2021, come per il 2020, a 48,98 euro (cfr. circolare n. 10/2021, paragrafo 1).
2) Lavoratori agricoli a tempo determinato (malattia, maternità/paternità e tubercolosi)
La retribuzione di base per la liquidazione delle prestazioni non può essere inferiore al minimale di legge (cfr. messaggio n. 29676/2007) che, anche per il 2021, è pari a 43,57 euro (cfr. circolare n. 10/2021, allegato 1, tabella A, operaio agricoltura).
3) Compartecipanti familiari e piccoli coloni (malattia, maternità/paternità e tubercolosi)
Con circolare n. 97/2020 sono state comunicate le retribuzioni medie giornaliere per determinare le prestazioni economiche di malattia, di maternità/paternità e di tubercolosi (a eccezione delle ipotesi in cui le prestazioni debbano essere erogate in misura fissa sulla base degli importi di cui alla circolare n. 8/2021) per i piccoli coloni e compartecipanti familiari relativamente all’anno 2020. I salari definitivi per l’anno 2021 saranno comunicati non appena disponibili; nel frattempo vengono utilizzati, come di consueto, in via temporanea e salvo conguaglio, i salari relativi all’anno 2020.
4) Lavoratori italiani operanti all’estero in paesi extracomunitari (malattia, maternità/paternità e tubercolosi)
Con decreto 23 marzo 2021, il Ministro del Lavoro ha determinato le retribuzioni convenzionali da prendere a base per il calcolo dei contributi dovuti per l’anno 2021, a favore dei lavoratori in argomento. Le predette retribuzioni sono da prendere a riferimento anche per la liquidazione delle prestazioni economiche di malattia, maternità/paternità e tubercolosi relative all’anno 2021 (cfr. circolare n. 64/2021, allegato 2).
5) Lavoratori italiani e stranieri addetti ai servizi domestici e familiari (maternità/paternità)
Ai fini del calcolo dell’indennità per congedo di maternità/paternità, il cui inizio si collochi nell’anno 2021, devono essere utilizzate le seguenti retribuzioni convenzionali orarie (cfr. la circolare n. 9/2021):
– 7,17 euro per le retribuzioni orarie effettive fino a 8,10 euro;
– 8,10 euro per le retribuzioni orarie effettive superiori a 8,10 euro e fino a 9,86 euro;
– 9,86 euro per le retribuzioni orarie effettive superiori a 9,86 euro;
– 5,22 euro per i rapporti di lavoro con orario superiore a 24 ore settimanali.
6) Lavoratori autonomi: artigiani, commercianti, coltivatori diretti, coloni, mezzadri, imprenditori agricoli professionali, pescatori autonomi della piccola pesca marittima e delle acque interne (maternità/paternità)
L’indennità di maternità/paternità, nonché l’indennità per congedo parentale delle sole lavoratrici autonome e quella per l’interruzione della gravidanza devono essere calcolate utilizzando gli importi di seguito indicati: Coltivatori diretti, coloni, mezzadri, imprenditori agricoli professionali: 43,57 euro, corrispondenti al limite minimo di retribuzione giornaliera fissata per l’anno 2021 per la qualifica di operaio dell’agricoltura, con riferimento alle nascite/ingressi in famiglia avvenuti nel 2021 anche quando il periodo indennizzabile abbia avuto inizio nel 2020; Artigiani: 48,98 euro, corrispondenti al limite minimo di retribuzione giornaliera fissata per l’anno 2021 per la qualifica di impiegato dell’artigianato, con riferimento agli eventi per i quali il periodo indennizzabile abbia inizio nel 2021; Commercianti: 48,98 euro, corrispondenti al limite minimo di retribuzione giornaliera fissata per l’anno 2021 per la qualifica di impiegato del commercio, con riferimento agli eventi per i quali il periodo indennizzabile abbia inizio nel 2021; Pescatori: 27,21 euro, corrispondenti alla misura giornaliera del salario convenzionale fissata per l’anno 2021 per i pescatori della piccola pesca marittima e delle acque interne associate in cooperativa di, con riferimento agli eventi per i quali il periodo indennizzabile abbia inizio nel 2021.


– Importi da prendere a riferimento, nell’anno 2021, per altre prestazioni
1) Lavoratori iscritti alla Gestione separata dei lavoratori autonomi (maternità/paternità, congedo parentale, assegni per il nucleo familiare, malattia e degenza ospedaliera)
Per l’anno 2021, per i lavoratori iscritti alla Gestione separata, che non siano pensionati o che non risultino già assicurati ad altra forma previdenziale obbligatoria, le aliquote contributive pensionistiche, maggiorate dell’ulteriore aliquota contributiva per il finanziamento dell’onere derivante dall’estensione agli stessi delle tutele relative alla maternità/paternità, al congedo parentale, agli assegni per il nucleo familiare, alla degenza ospedaliera e alla malattia, risultano pari a (cfr. circolare n. 12/2021):
– 25,98% per i lavoratori liberi professionisti;
– 33,72% per i collaboratori e altre figure assimilate non assicurati presso altre forme pensionistiche obbligatorie per i quali non è prevista la contribuzione aggiuntiva DISCOLL;
– 34,23% per i collaboratori e altre figure assimilate non assicurati presso altre forme pensionistiche obbligatorie per i quali è prevista la contribuzione aggiuntiva DIS-COLL.
Degenza ospedaliera (art. 51, comma 1, della legge 23 dicembre 1999, n. 488 – D.M. 12 gennaio 2001). Per il 2021, gli importi sono pari a:
– 45,17 euro (16%), se nei 12 mesi precedenti l’evento risultano accreditate da 1 a 4 mensilità di contribuzione;
– 67,76 euro (24%), se nei 12 mesi precedenti l’evento risultano accreditate da 5 a 8 mensilità di contribuzione;
– 90,35 euro (32%), se nei 12 mesi precedenti l’evento risultano accreditate da 9 a 12 mensilità di contribuzione.
Indennità di malattia (art. 1, comma 788, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 – art. 24, comma 26, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214). Gli importi sono pari a:
– 22,59 euro (8%), se nei 12 mesi precedenti l’evento risultano accreditate da 1 a 4 mensilità di contribuzione;
– 33,88 euro (12%), se nei 12 mesi precedenti l’evento risultano accreditate da 5 a 8 mensilità di contribuzione;
– 45,17 euro (16%), se nei 12 mesi precedenti l’evento risultano accreditate da 9 a 12 mensilità di contribuzione.
2) Assegno di maternità di base di cui all’articolo 74 del D.lgs n. 151/2001
Per le nascite avvenute nel 2021, nonché per gli affidamenti preadottivi e le adozioni il cui ingresso in famiglia sia avvenuto nel 2021, la misura dell’assegno di maternità di base e il valore dell’indicatore della situazione economica equivalente (I.S.E.E.) sono quelli di seguito riportati:
– assegno di maternità di base (in misura piena) pari a 348,12 euro mensili per complessivi 1.740,60 euro;
– indicatore della situazione economica equivalente (I.S.E.E.) pari a 17.416,66 euro.
3) Assegno di maternità per lavori atipici e discontinui di cui all’articolo 75 del D.lgs n. 151/2001
L’importo dell’assegno di maternità per lavori atipici e discontinui, valido per le nascite avvenute nel 2021 nonché per gli affidamenti preadottivi e le adozioni dei minori il cui ingresso in famiglia sia avvenuto nel 2021, è pari, nella misura intera, a 2.143,05 euro.
4) Limiti di reddito ai fini dell’indennità del congedo parentale nei casi previsti dall’articolo 34, comma 3, del D.lgs n. 151/2001
Considerata la percentuale di variazione per il calcolo della perequazione automatica delle pensioni da attribuire in via previsionale per l’anno 2021, il valore provvisorio dell’importo annuo del trattamento minimo pensionistico per il 2021 è pari a 6.702,54 euro (cfr. circolare n. 148/2020, allegato 2, tabella B).
5) Articolo 42, comma 5, del D.lgs n. 151/2001. Indennità economica e accredito figurativo per i periodi di congedo riconosciuti in favore dei familiari di disabili in situazione di gravità.
Per l’anno 2021, restano fermi i valori, già indicati nella circolare n. 55/2020, relativi al tetto massimo complessivo dell’indennità per congedo straordinario e del relativo accredito figurativo e al valore massimo dell’indennità economica annuale. Si confermano altresì gli importi massimi di retribuzione figurativa annuale e settimanale accreditabili a copertura dei periodi di congedo fruiti. Si rideterminano, invece, non essendo il 2021 un anno bisestile, i valori massimi dell’indennità economica giornaliera (importo complessivo annuo 47.737,86) e della relativa contribuzione figurativa (retribuzione figurativa massima annua 36.645,00).

Divulgazione del Fondo Sanarti in Calabria

Ultimi giorni per presentare la domanda all’Ente Bilaterale Artigianato Calabria per l’erogazione di aiuti alle imprese artigiane che intendono garantire le prestazioni di assistenza sanitaria integrativa contrattuale ai propri dipendenti mediante adesione al Fondo Sanitario SANARTI.

L’Ente Bilaterale Artigianato Calabria, al fine di promuovere il sistema bilaterale artigiano, promuove un Avviso n. 1/2021, rivolto alle imprese che hanno maturato 24 mesi di adesione alla data di presentazione domanda, finalizzato all’incremento di adesioni al Fondo SANARTI con l’obiettivo di universalizzare i diritti dei lavoratori sostenendo le imprese mediante copertura delle quote di adesione versate per ogni dipendente, riferiti ai mesi dell’anno 2021.
Le agevolazioni sono concesse ai sensi del presente Regolamento ed a insindacabile giudizio del C.d.A. dell’ EBAC.
Possono beneficiare degli incentivi, le Imprese Artigiane che hanno maturato 24 mesi di adesione all’ EBAC,
I requisiti di adesione ad EBAC devono permanere fino alla fruizione del contributo e per almeno 3 anni dalla liquidazione del contributo.
Sono considerate ammissibili le spese sostenute con modello F24 che si riferiscono al contributo versato a SANARTI con codice tributo ARTI e a mensilità del 2021.
Le spese possono essere sostenute anche a posteriori della liquidazione del contributo e comunque debitamente giustificate con quietanza entro il 31/1/2022. I versamenti possono essere effettuati con cadenza mensile o anche con modalità anticipata.
L’agevolazione consiste in un contributo a fondo perduto (Voucher), pari alla quota di euro 10,42 mensile per un massimo di 5 lavoratori per azienda e per le mensilità riferite al 2021.
Le domande potranno essere presentate mediante raccomandata A/R o PEC, a partire dall’1/3/2021 e fino al giorno 30/4/2021.

CCNL Vigilanza Privata: comunicazioni dal Fondo Sanitario Fasiv


 


Prorogate, al 30 giugno 2021, le prestazioni Covid-19 per le aziende e per i lavoratori iscritti al Fondo Sanitario Fasiv per i dipendenti delle aziende della sicurezza

Il Fondo Sanitario Fasiv, comunica alle aziende e al personale dipendente dalle aziende del settore della Vigilanza Privata, la proroga della c.d. Delibera Covid-19, fino al 30 giugno 2021,
Restano invariate le diarie da isolamento domiciliare e/o ospedaliero e l’indennità forfettaria a fronte di positività al Covid-19 confermata dal referto del tampone molecolare.


Indennità giornaliera per ricovero in caso di positività al covid-19
In caso di Ricovero in Istituto di Cura l’Assicurato avrà diritto ad un’indennità di €. 100,00 per ogni notte di ricovero per un periodo non superiore a 50 giorni all’anno (si specifica che la giornata di ingresso e dimissione costituiscono un’unica giornata ai fini della corresponsione della diaria).
– Diaria da isolamento domiciliare in caso di positività al covid-19
Esclusivamente per la pandemia COVID 19 qualora, secondo le prescrizioni dei sanitari e con attuazione delle disposizioni in esso contenute, si renda necessario un periodo di isolamento domiciliare, a seguito di positività al virus, l’Iscritto avrà diritto a un’indennità di € 30,00 al giorno per 10 giorni all’anno. La diaria giornaliera per isolamento domiciliare verrà corrisposta anche qualora l’Iscritto non abbia preventivamente subito un ricovero.
– Indennità forfettaria a seguito di ricovero per positività al covid-19
Esclusivamente per la pandemia COVID 19 successivamente alla dimissione l’Assicurato potrà richiedere un’indennità forfettaria pari ad € 1.000, 00. La presente garanzia è aggiuntiva alla su indicata “Indennità giornaliera per ricovero in caso di positività al covid-19”.
– Indennità forfettaria a seguito di ricovero in terapia intensiva per positività al covid-19
Esclusivamente per la pandemia COVID 19 successivamente alla dimissione e soltanto nel caso in cui durante il Ricovero sia stato necessario il ricorso alla Terapia Intensiva dell’Assicurato, è prevista un’indennità forfettaria pari ad € 2.000,00.


Giornalisti operanti all’estero in paesi non convenzionati: retribuzioni convenzionali 2021



Si rendono note le retribuzioni convenzionali per i giornalisti operanti all’estero in paesi non convenzionati.


Le retribuzioni convenzionali si applicano non soo ai giornalisti italiani ma anche ai giornalisti cittadini degli altri Stati membri dell’Unione Europea ed ai giornalisti extracomunitari, titolari di un regolare contratto di lavoro in Italia, inviati dal proprio datore di lavoro in un Paese extracomunitario. Per l’anno 2021, i valori retributivi sono i seguenti:




































Anno Retribuzione Nazionale Fascia Retribuzione convenzionale
Da A
2021  0 3.964,18 I 3.964,18
3.964,19 5.368,55 II 5.368,55
5.368,56 6.772,91 III 6.772,91
6.772,92 8.177,28 IV 8.177,28
8.177,29 in poi V 9.581,65


I valori convenzionali mensili, nel caso di instaurazioni, di risoluzioni del rapporto di lavoro, trasferimenti da o per l’estero, avvenuti nel corso del mese, sono divisibili in ragione di 26 giornate. La contribuzione deve essere riferita alle retribuzioni convenzionali in ragione di dodici mensilità.
Ai fini dell’individuazione della fascia di retribuzione convenzionale da prendere a riferimento per il calcolo dei contributi, deve essere preventivamente determinato – dividendolo per 12 – il trattamento retributivo spettante secondo la normativa di legge e/o contrattuale italiana.
La disciplina relativa all’imponibile previdenziale sulla base delle retribuzioni convenzionali non riguarda inoltre:
– i giornalisti operanti nell’ambito dei Paesi comunitari (Unione Europea), per i quali in materia di sicurezza sociale si applicano i Regolamenti (CE) n. 884/2004 e n. 987/2009. Oltre all’Italia, fanno parte dell’Unione Europea i seguenti Stati: Austria, Belgio, Bulgaria, Repubblica Ceca, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia (e territori d’oltre mare), Germania, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Olanda, Polonia, Portogallo, Slovenia, Slovacchia, Spagna, Svezia, Romania e Ungheria;
– i giornalisti impiegati nei Paesi dello spazio SEE (Islanda, Norvegia e Liechtenstein) e in Svizzera, per i quali operano i suddetti Regolamenti di sicurezza sociale europei;
– per le sole assicurazioni oggetto di convenzione, i giornalisti impiegati nei seguenti Paesi extracomunitari legati all’Italia da accordi bilaterali in materia di sicurezza sociale: Argentina, Australia, Brasile, Canada e Quebec, Capoverde, Repubblica di Corea, Israele, Jersey e Isole del Canale, ex-Jugoslavia (limitatamente a Repubblica Serba, Repubblica del Montenegro, Repubblica di Macedonia del Nord e Repubblica di Bosnia-Erzegovina), Principato di Monaco, San Marino, Tunisia, Turchia, Uruguay, Stati Uniti d’America, Venezuela e Vaticano.
Per quanto riguarda il Regno Unito di Gran Bretagna ed Irlanda del Nord, uscito dalla U.E. (cosiddetta Brexit), è stato concluso un accordo, il “Trade and Cooperation Agreement o TCA” (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea L 444 del 31 dicembre 2020), che disciplina, tra l’altro, i casi di distacco dei lavoratori in tale Paese.
I datori di lavoro che per i periodi di paga di gennaio, febbraio e marzo 2021 – nelle more della individuazione delle retribuzioni convenzionali in oggetto – hanno assoggettato a contribuzione valori retributivi difformi da quelli sopra indicati, potranno regolarizzare tali periodi entro i termini della presentazione della denuncia contributiva DASM riferita al mese di maggio 2021 (con scadenza 16 giugno 2021), senza aggravio di somme aggiuntive. Le differenze retributive da assoggettare a contribuzione per i predetti periodi potranno essere aggiunte alla retribuzione corrente aggiornata oppure inerite nel DASM come periodi arretrati.

Contrasto Covid19: aggiornamento check-list per i controlli sulla corretta attuazione del Protocollo


In seguito alla sottoscrizione del Protocollo tra Governo e Parti Sociali per l’aggiornamento delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus SARSCoV-2/COVID-19 negli ambienti di lavoro, l’Ispettorato nazionale del lavoro ha aggiornato la check list dei controlli da effettuarsi in sede di ispezione. I profili di novità introdotti dal Protocollo – recepiti dalla citata check list– attengono in particolare al ruolo e ai compiti del medico competente; alla previsione dell’incremento di tutte le forme di lavoro da remoto e non solo del c.d. lavoro agile e alle indicazioni sulle modalità di formazione continua dei lavoratori (Nota INL n. 2118/2021). La mancata attuazione del Protocollo, che non assicuri adeguati livelli di protezione, determina la sospensione dell’attività fino al ripristino delle condizioni di sicurezza.


Il Protocollo condiviso di aggiornamento delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus SARS-CoV-2/COVID-19 negli ambienti di lavoro, stipulato in data 6 aprile 2021, tiene conto delle misure di contrasto e di contenimento della diffusione del SARS-CoV-2/COVID-19 negli ambienti di lavoro, già contenute nei precedenti Protocolli (Protocollo 14/3/2020 e 24/4/2020), sviluppati anche con il contributo tecnico-scientifico dell’INAIL, ed aggiorna tali misure tenuto conto dei vari provvedimenti adottati dal Governo, nonché di quanto emanato dal Ministero della salute. Di seguito riproponiamo le principali novità e disposizioni.


Dispositivi di protezione individuale, pulizia e sanificazione
Si continua, in primo luogo, a raccomandare un loro utilizzo razionale – come peraltro sottolineato dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) – secondo la disciplina vigente. Sono considerati dispositivi di protezione individuali (art. 74, comma 1, del D.Lgs. 9/4/2008, n. 81), le “mascherine chirurgiche” (art. 16, comma 1, del decreto-legge 17/3/2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24/4/2020, n. 27. Pertanto, in tutti i casi di condivisione degli ambienti di lavoro, al chiuso o all’aperto, è comunque obbligatorio l’uso delle mascherine chirurgiche o di dispositivi di protezione individuale di livello superiore. Tale uso non è necessario nel caso di attività svolte in condizioni di isolamento (DPCM 2/3/2021).
E’ obbligatorio che le persone presenti in azienda adottino tutte le precauzioni igieniche, in particolare per le mani. I detergenti per le mani devono essere accessibili a tutti i lavoratori anche grazie a specifici dispenser collocati in punti facilmente individuabili.
L’azienda deve assicurare la pulizia giornaliera e la sanificazione periodica dei locali, degli ambienti, delle postazioni di lavoro e delle aree comuni e di svago (in coerenza con la circolare del Ministero della salute n. 17644 del 22/5/2020). Nel caso di presenza di una persona con COVID-19 all’interno dei locali aziendali, si procede alla pulizia e sanificazione dei suddetti (circolare del Ministero della salute n. 5443 del 22/2/2020), nonché alla loro ventilazione.
Occorre garantire la pulizia, a fine turno, e la sanificazione periodica di tastiere, schermi touch e mouse con adeguati detergenti, sia negli uffici che nei reparti produttivi, anche con riferimento alle attrezzature di lavoro di uso promiscuo.
L’azienda, in ottemperanza alle indicazioni del Ministero della salute, può organizzare, secondo le modalità ritenute più opportune, interventi particolari/periodici di pulizia anche ricorrendo agli ammortizzatori sociali.
L’accesso agli spazi comuni, comprese le mense aziendali, le aree fumatori e gli spogliatoi è contingentato, con la previsione di una ventilazione continua dei locali, di un tempo ridotto di sosta all’interno di tali spazi e con il mantenimento della distanza di sicurezza di un metro tra le persone che li occupano.


Spostamenti interni, riunioni, eventi e formazione
Gli spostamenti all’interno del sito aziendale devono essere limitati al minimo indispensabile e nel rispetto delle indicazioni aziendali.
Non sono consentite le riunioni in presenza. Laddove le stesse fossero connotate dal carattere della necessità e urgenza, nell’impossibilità di collegamento a distanza, dovrà essere ridotta al minimo la partecipazione necessaria e, comunque, dovranno essere garantiti il distanziamento interpersonale, l’uso della mascherina chirurgica o dispositivi di protezione individuale di livello superiore e un’adeguata pulizia e areazione dei locali.
Sono sospesi tutti gli eventi interni e ogni attività di formazione in modalità in aula, anche obbligatoria, fatte salve le deroghe previste dalla normativa vigente. Sono consentiti in presenza (art. 25, comma 7, del DPCM 2/3/2021) gli esami di qualifica dei percorsi di IeFP, nonché la formazione in azienda esclusivamente per i lavoratori dell’azienda stessa, secondo le disposizioni emanate dalle singole regioni, i corsi di formazione da effettuarsi in materia di protezione civile, salute e sicurezza, i corsi di formazione individuali e quelli che necessitano di attività di laboratorio, nonché l’attività formativa in presenza, ove necessario, nell’ambito di tirocini, stage e attività di laboratorio, in coerenza con i limiti normativi vigenti, a condizione che siano attuate le misure di contenimento del rischio di cui al «Documento tecnico sulla possibile rimodulazione delle misure di contenimento del contagio da SARS-CoV-2 nei luoghi di lavoro e strategie di prevenzione» pubblicato dall’INAIL. E’ comunque possibile, qualora l’organizzazione aziendale lo permetta, effettuare la formazione a distanza, anche per i lavoratori in lavoro agile e da remoto.
Turnazione, lavoro agile e da remoto, rimodulazione dei livelli produttivi
Limitatamente al periodo dell’emergenza dovuta al COVID-19, le imprese potranno, avendo a riferimento quanto previsto dai CCNL e favorendo così le intese con le rappresentanze sindacali aziendali (DPCM 2/3/2021, artt. 4 e 30):
– disporre la chiusura di tutti i reparti diversi dalla produzione o, comunque, di quelli dei quali è possibile il funzionamento mediante il ricorso al lavoro agile e da remoto;
– procedere ad una rimodulazione dei livelli produttivi;
– assicurare un piano di turnazione dei lavoratori dedicati alla produzione con l’obiettivo di diminuire al massimo i contatti e di creare gruppi autonomi, distinti e riconoscibili;
– utilizzare il lavoro agile e da remoto per tutte quelle attività che possono essere svolte in tale modalità, in quanto utile e modulabile strumento di prevenzione.
Nel caso vengano utilizzati ammortizzatori sociali, anche in deroga, valutare sempre la possibilità di assicurare che gli stessi riguardino l’intera compagine aziendale, se del caso anche con opportune rotazioni del personale coinvolto; utilizzare in via prioritaria gli ammortizzatori sociali disponibili nel rispetto degli istituti contrattuali (par, rol, banca ore) generalmente finalizzati a consentire l’astensione dal lavoro senza perdita della retribuzione.
Nel caso in cui l’utilizzo di tali istituti non risulti sufficiente, si utilizzeranno i periodi di ferie arretrati e non ancora fruiti.
In merito alle trasferte nazionali ed internazionali, è opportuno che il datore di lavoro, in collaborazione con il MC e il RSPP, tenga conto del contesto associato alle diverse tipologie di trasferta previste, anche in riferimento all’andamento epidemiologico delle sedi di destinazione.
Il lavoro agile e da remoto continua ad essere favorito, anche nella fase di progressiva ripresa delle attività, in quanto utile e modulabile strumento di prevenzione, ferma la necessità che il datore di lavoro garantisca adeguate condizioni di supporto al lavoratore e alla sua attività (assistenza nell’uso delle apparecchiature, modulazione dei tempi di lavoro e delle pause).
E’ necessario il rispetto del distanziamento sociale, anche attraverso una rimodulazione degli spazi di lavoro, compatibilmente con la natura dei processi produttivi e degli spazi aziendali.
L’articolazione del lavoro potrà essere ridefinita con orari differenziati, che favoriscano il distanziamento sociale riducendo il numero di presenze in contemporanea nel luogo di lavoro e prevenendo assembramenti all’entrata e all’uscita con flessibilità degli orari.


Sorveglianza sanitaria
La sorveglianza sanitaria rappresenta una ulteriore misura di prevenzione di carattere generale, in quanto da un lato consente di intercettare possibili casi e sintomi sospetti di contagio, dall’altro il medico competente può informare e formare i lavoratori per evitare la diffusione del contagio.
La sorveglianza sanitaria deve pertanto proseguire, rispettando le misure igieniche contenute nelle indicazioni del Ministero della salute (cd. decalogo).
Il medico competente collabora con il datore di lavoro, il RSPP e le RLS/RLST nell’identificazione ed attuazione delle misure volte al contenimento del rischio di contagio da virus SARS-CoV-2/COVID-19.
Egli, ove presente, attua la sorveglianza sanitaria eccezionale (art. 83 del decreto-legge 19/5/2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17/7/2020, n. 77), ai fini della tutela dei lavoratori fragili (circolare congiunta del Ministero della salute e del Ministero del lavoro 4/9/2020), nel rispetto della riservatezza.
In considerazione del suo ruolo nella valutazione dei rischi e nella sorveglianza sanitaria, il medico competente potrà suggerire l’adozione di strategie di testing/ screening qualora ritenute utili al fine del contenimento della diffusione del virus e della salute dei lavoratori.
La riammissione al lavoro dopo infezione da virus SARS-CoV-2/COVID-19 avverrà in osservanza della normativa di riferimento. Per il reintegro progressivo dei lavoratori già risultati positivi al tampone con ricovero ospedaliero, il MC effettuerà la visita medica prevista (art. 41, comma 2, lett. e-ter del D.Lgs. n. 81/2008) e successive modificazioni, al fine di verificare l’idoneità alla mansione – anche per valutare profili specifici di rischiosità – indipendentemente dalla durata dell’assenza per malattia.

Proroga agevolazioni Metasalute nell’industria metalmeccanica


Proroga agevolazioni Metasalute nell’industria metalmeccanica

Il Fondo di Assistenza Sanitaria Integrativa Metasalute ha comunicato che ha prorogato sino al 30/4/2021 la possibilità di fruire di una deroga alla richiesta di produzione del Referto di Pronto Soccorso per l’accesso alle prestazioni a seguito di infortunio.

Il Fondo di Assistenza Sanitaria Integrativa Metasalute, dopo il rinnovo del Piano Sanitario Integrativo “Protezione Sindromi Influenzali di natura pandemica (COVID-19)”, ha comunicato che nell’ambito delle azioni realizzate a tutela di tutti i lavoratori dell’Industria metalmeccanica e dell’installazione di impianti e per i lavoratori del comparto orafo e argentiero iscritti, ha prorogato sino al 30/4/2021 la possibilità di fruire di una deroga alla richiesta di produzione del Referto di Pronto Soccorso (quale documento probante il trauma o sinistro occorso) per l’accesso alle prestazioni a seguito di infortunio.
Tale agevolazione risponde alle disposizioni emanate dalle Autorità Nazionali e Regionali sul tema della Salute e Sanità Pubblica che prevedono anche la riduzione al minimo degli accessi al Pronto Soccorso proprio in ragione dell’emergenza sanitaria in corso.
Pertanto, per le prestazioni sanitarie che si rendessero necessarie a seguito di infortunio, verrà accettata, in sostituzione del referto del Pronto Soccorso, anche la Certificazione di Infortunio redatta dal Medico di base o dallo Specialista.
Nel caso in cui la Compagnia Assicurativa – Intesa Sanpaolo RBM Salute – dovesse ritenere non sufficiente la documentazione ricevuta, potrà richiedere all’Iscritto di sottoporsi a visita medica erogata da un medico legale indicato e incaricato dalla Compagnia, con spese a carico della stessa.

EDILIZIA: tutte le Parti sociali firmano un documento unitario per il rilancio del settore

22 APR Firmato il 19/4/2021, tra ANCE, ACI-PRODUZIONE E LAVORO, ANAEPA CONFARTIGIANATO, CNA-COSTRUZIONI, FIAE CASARTIGIANI, CLAAI EDILIZIA e FENEAL-UIL, FILCA-CISL e FILLEA-CGIL il documento unitario “Rilanciare il settore, Rilanciare il Paese”

Le Parti del settore dell’Edilizia firmatarie del presente documento, intendono presentare proposte concrete di fronte alle importanti risorse nazionali e comunitarie disponibili (risorse “Italia Veloce”, Piano Nazionale per la Ripresa e Resilienza, nuovo ciclo di programmazione dei fondi comunitari, che si aggiungono alle incentivazioni relative alle varie forme di risparmio energetico e di sicurezza anti-sismica, ecc.).
Il rilancio del Paese, l’aumento della competitività, la creazione di buona occupazione, la sostenibilità ambientale, la coesione sociale, la riduzione dei divari tra Nord e Sud, coincidono con il rilancio del settore delle costruzioni, delle opere pubbliche (grandi e piccole), della rigenerazione delle città e del patrimonio pubblico e privato, della tutela del territorio.
Un rilancio che per le parti sociali dovrà essere basato sempre di più su innovazione, sostenibilità, qualità del lavoro e dell’impresa, corretta applicazione della contrattazione collettiva nazionale e territoriale del settore, salute e sicurezza.
Per queste ragioni le parti sociali ritengono fondamentale collaborare attivamente per ricercare proposte comuni per impegnare presto e bene, in un’ottica di sistema, le risorse a disposizione, contribuendo così alla ripresa economica e sociale del Paese.
A fronte di una ripresa economica le cui opportunità non vanno sprecate, è interesse di tutte le parti sociali, nel reciproco rispetto delle autonomie e prerogative, definire proposte comuni e aprire con il Governo un tavolo di confronto per giungere in tempi brevi ad un “Patto per il rilancio del settore delle costruzioni”, valorizzando la qualità delle relazioni industriali.
Fermo restando quanto previsto dalla contrattazione collettiva nazionale e territoriale, le parti convengono che, eventuali ulteriori ipotesi di attività e/o coinvolgimento del sistema paritetico nei confronti di terzi, sarà sempre preventivamente concordato, anche al fine di definirne modalità e strumenti.
Le parti si impegnano ad esaminare le diverse proposte che saranno elaborate e a sostenerle in tutte le varie sedi di confronto con le diverse istituzioni, incontrandosi periodicamente per monitorare eventuali avanzamenti.

Illegittima collocazione in CIG, risarcimento della retribuzione persa e prescrizione decennale


La violazione dei criteri stabiliti in sede di contrattazione collettiva per la scelta dei lavoratori da porre in cassa integrazione comporta, per il lavoratore ingiustificatamente sospeso, non il diritto alla riammissione in servizio, bensì il solo diritto al risarcimento del danno, in misura corrispondente alla differenza tra le retribuzioni spettanti nel periodo di ingiustificata sospensione del rapporto ed il trattamento di cassa integrazione corrisposto nello stesso periodo, con l’assoggettamento del diritto alla prescrizione ordinaria decennale e non alla prescrizione breve quinquennale (Corte di Cassazione, sentenza 20 aprile 2021, n. 10378)


In riforma della decisione resa dal Tribunale di prime cure, una Corte di appello territoriale aveva accolto la domanda proposta da un lavoratore nei confronti della Società datrice di lavoro, avente ad oggetto la declaratoria dell’illegittimità del suo collocamento in Cigs, con sospensione a zero ore, e la condanna della Società al pagamento della differenza tra la normale retribuzione di fatto ed il trattamento percepito a titolo di integrazione salariale, oltre al danno non patrimoniale nella componente biologica, esistenziale, morale e professionale.
Ad avviso della Corte territoriale, non era fondata l’eccezione proposta dalla Società circa l’assoggettamento a prescrizione breve, anziché ordinaria decennale, della pretesa azionata dal lavoratore. Altresì, non rispondeva al vero che la sospensione avesse coinvolto tutto il personale dipendente con la medesima professionalità del lavoratore istante, conseguendone la lesione degli interessi del medesimo.
Ricorre in Cassazione avverso tale decisione la Società, lamentando principalmente la non conformità a diritto del pronunciamento della Corte di merito in ordine al regime di prescrizione applicabile e asserendo che la disapplicazione del provvedimento di concessione della CIGS avesse determinato la riviviscenza dell’originaria obbligazione retributiva con applicazione del regime comune della prescrizione breve.
Per la Suprema Corte il ricorso non merita accoglimento.
Secondo consolidato orientamento di legittimità, la violazione dei criteri stabiliti in sede di contrattazione collettiva per la scelta dei lavoratori da porre in cassa integrazione comporta, per il lavoratore ingiustificatamente sospeso, non il diritto alla riammissione in servizio, versandosi in tema di “facere infungibile” fuori della sfera operativa dell’art. 18 della L. n. 300/1970, ma solo il diritto al risarcimento del danno, nella misura corrispondente alla differenza tra le retribuzioni spettanti nel periodo di ingiustificata sospensione del rapporto ed il trattamento di cassa integrazione corrisposto nello stesso periodo (da ultimo, Corte di Cassazione 4 dicembre 2015, n. 24738), derivandone l’assoggettamento del diritto alla prescrizione ordinaria decennale e non alla prescrizione breve quinquennale (da ultimo, Corte di Cassazione, sentenza 15 aprile 2019, n. 10483).

Naspi 2021: semplificazione dei requisiti di accesso e riesame domande respinte


La circolare Inps n. 65/2021, oltre a fornire istruzioni sull’indennità una tantum prevista dal decreto Sostegni a favore delle categorie di lavoratori già beneficiari dell’indennità di cui agli artt. 15 e 15-bis del decreto Ristori e sull’indennità onnicomprensiva a favore di alcune categorie di lavoratori colpite dell’emergenza COVID-19, illustra le novità introdotte dal citato decreto Sostegni in materia di indennità di disoccupazione NASpI, con specifico riferimento alla semplificazione dei requisiti di accesso alla stessa.


Come illustrato nel Primo piano “Bonus 2.400 euro, DL Sostegni: requisiti e termini di presentazione della domanda“, la circolare Inps n. 65/2021 ha chiarito, in primo luogo, che l’erogazione una tantum di un’ulteriore indennità di importo pari a 2.400 euro, secondo l’articolo 10, comma 1, del decreto Sostegni riguarda:
– i lavoratori stagionali e i lavoratori in somministrazione dei settori del turismo e degli stabilimenti termali;
– i lavoratori dipendenti stagionali appartenenti a settori diversi da quelli del turismo e degli stabilimenti termali;
– i lavoratori intermittenti;
– i lavoratori autonomi occasionali;
– i lavoratori incaricati alle vendite a domicilio;
– i lavoratori a tempo determinato dei settori del turismo e degli stabilimenti termali;
– i lavoratori dello spettacolo.
Pertanto, tutti i lavoratori appartenenti alle elencate categorie, che hanno già fruito delle indennità di cui agli articoli 15 e/o 15-bis del decreto Ristori, non devono presentare una nuova domanda ai fini della fruizione dell’indennità una tantum di cui all’articolo 10, comma 1, del decreto Sostegni, ma essa sarà erogata dall’INPS con le modalità indicate dagli stessi per le indennità già erogate.
Essendo altresì previsto, ai successivi commi 2, 3, 5 e 6 del medesimo articolo 10, il riconoscimento di una indennità onnicomprensiva di importo pari a 2.400 euro a favore delle suddette categorie di lavoratori che non siano stati già beneficiari delle indennità di cui ai citati articoli 15 e 15-bis, tali soggetti possono presentare domanda per il riconoscimento delle indennità onnicomprensive di cui all’articolo 10, commi 2, 3, 5 e 6, del decreto Sostegni entro la data del 31 maggio 2021. Il rilascio del nuovo servizio per la presentazione delle suddette domande verrà reso noto con apposita comunicazione sul sito istituzionale.
Descritti i requisiti di accesso, le modalità di presentazione delle domande, ed il regime delle compatibilità delle indennità in argomento, l’Inps, si è soffermato sulle novità introdotte dal decreto Sostegni in materia di indennità di disoccupazione NASpI, con specifico riferimento alla semplificazione dei requisiti di accesso alla stessa.
Il decreto-legge n. 41 del 2021 ha infatti introdotto una novità di rilievo in materia di indennità di disoccupazione NASpI, con specifico riferimento ai requisiti di accesso alla stessa e, in particolare, al requisito delle trenta giornate di lavoro effettivo nei dodici mesi che precedono il periodo di disoccupazione previsto dall’articolo 3, comma 1, lettera c), del D.lgs 4 marzo 2015, n. 22, il quale recita come segue: “1. La NASpI è riconosciuta ai lavoratori che abbiano perduto involontariamente la propria occupazione e che presentino congiuntamente i seguenti requisiti:
a) siano in stato di disoccupazione ai sensi dell’articolo 1, comma 2, lettera c), del decreto legislativo 21 aprile 2000, n. 181, e successive modificazioni;
b) possano far valere, nei quattro anni precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione, almeno tredici settimane di contribuzione;
c) possano far valere trenta giornate di lavoro effettivo, a prescindere dal minimale contributivo, nei dodici mesi che precedono l’inizio del periodo di disoccupazione.
(…)”.


L’articolo 16 del decreto Sostegni, al comma 1, prevede che per le indennità di disoccupazione NASpI concesse a decorrere dal 23 marzo 2021 (data di entrata in vigore del decreto) e fino al 31 dicembre 2021 non trovi applicazione il requisito delle trenta giornate di lavoro effettivo di cui al citato articolo 3, comma 1, lettera c), del D.lgs n. 22 del 2015.
Conseguentemente, per gli eventi di disoccupazione verificatisi nell’arco temporale che va dal 1° gennaio 2021 e fino al 31 dicembre 2021 è ammesso l’accesso alla prestazione di disoccupazione NASpI in presenza dei soli requisiti dello stato di disoccupazione involontario e delle tredici settimane di contribuzione nei quattro anni precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione, con esclusione quindi del requisito delle trenta giornate di lavoro effettivo.
Come già precisato con circolare n. 94 del 2015, l’Inps ribadisce che, in materia di indennità NASpI, per evento di disoccupazione si intende l’evento di cessazione involontaria del rapporto di lavoro che ha comportato lo stato di disoccupazione.
Le domande di indennità di disoccupazione NASpI presentate a seguito di eventi di cessazione involontaria del rapporto di lavoro verificatisi nel periodo compreso tra la data dal 1° gennaio 2021 e la data di pubblicazione della circolare n. 65 in commento, respinte per l’assenza del requisito delle trenta giornate di lavoro effettivo nei dodici mesi precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione, devono essere riesaminate d’ufficio in attuazione della sopra illustrata previsione di cui all’articolo 16 del decreto-legge n. 41 del 2021.


 


 

Smonetizzazione delle festività domenicali al personale TIM S.p.A.

Con accordo siglato l’8/3/2021, ai dipendenti TIM S.p.A., è stato riconoscito un permesso retribuito per la festività del 25 aprile 2021, cadente di domenica.

In relazione alla festività nazionale del 25/4/2021 cadente di domenica, a tutto il personale TIM S.p.A. è riconosciuto, in luogo del regime economico e normativo di cui all’art. 28 del vigente CCNL TLC.
a. un giorno di permesso retribuito da fruirsi a giornata intera secondo la disciplina di cui al capitolo 1 dell’Accordo del 9/1/2019;
b. 4 ore di permessi retribuiti, da fruirsi secondo la disciplina di cui ai capitoli 3 e 5 dell’Accordo del 9/1/2019, riproporzionati nei confronti del personale con rapporto di lavoro part-time.